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LA VALLE DEI MULINI (GRAGNANO): ALL’ORIGINE DELLA FARINA



Non è un caso, la nostra avventura poggia su fondamenta storiche plurisecolari. Da Gragnano, ogni giorno, esportiamo i valori di cui siamo depositari da quasi un millennio.

La farina è il nostro oro, quella materia che grazie alle nostre mani sapienti, viene plasmata in forma e gusto.

La storia è memore del luogo dove tutto è nato, una piccola valle dei monti Lattari, scavata dal torrente Vernotico: la Valle dei Mulini.


L’EPOPEA DEI MULINI DELLA VALLE.

All’acme dell’età dei Comuni - poco prima che il fenomeno si esaurisse – intorno alla metà del ‘200, i commerci Gragnanesi, legati alla produzione di farina, erano così floridi da necessitare un incremento. Furono adottati dei provvedimenti volti alla riqualificazione dell’area del torrente Vernotico. Vennero date concessioni per la costruzione di alcuni mulini.

Ne derivò un’imprenditoria piuttosto florida, favorita anche dalla vicinanza del porto di Castellammare di Stabia, sbocco naturale per l’esportazione dei prodotti offerti dalla Valle dei Mulini.

Nel corso dei secoli, l’attività di produzione svolta nella Valle dei Mulini assunse un ruolo egemone nel sostentamento della città di Napoli.

La parabola dell’industria della Valle dei Mulino raggiunse il suo apice intorno al XVIII secolo. In quel periodo si contavano circa trenta mulini in attività, per una produzione di oltre 1 milione e centomila quintali di grano annuo.

Soltanto con l’avvento dell’industria pastaia (intorno alla metà del XIX secolo) che faceva uso di grano duro – al contrario del grano tenero prodotto nella Valle dei Mulini – iniziò il declino della produzione. Già intorno alla metà dell’800 i pastifici a Gragnano erano quasi un centinaio, a fronte dei soli 28 mulini della Valle.

Intorno agli anni quaranta del ‘900 l’attività dei Mulini cessò definitivamente. Attualmente tutta la valle si configura come un importante sito di archeologia industriale.


COME FUNZIONAVANO I MULINI DELLA VALLE?

Il funzionamento dei Mulini gragnanesi era piuttosto particolare. A differenza dei canonici mulini fluviali, quelli della Valle si caratterizzavano per la presenza di ruote verticali, diversamente da quelle orizzontali utilizzate nei mulini Amalfitani. Il motivo era da ricercarsi dall’incostante flusso del torrente Vernotico.

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